Radio Classica, intervista a Ludovico Peroni

Alias, Il Manifesto, 5 Dicembre 2020

Intervista a RadioFm Faleria, Ottobre 2020

Alessandro Luzi per il programma The Cinema Show intervista Ludovico Peroni a proposito del suo ultimo disco, “Il Sognatoio”

Close-up.it, 19 Novembre 2020

“ […] suoni capaci addirittura di far scordare che si sta ascoltando un lavoro concettualmente basato sulla Shoah permettendo in fine di godere della drammaticità del tutto come se il dolore fosse nuovo e mai presentato. Il Sognatoio prende le sensazioni di una catastrofe umana, storica, mondiale, le rivisita, le ripropone in forma semi-dialogica per l’ascoltatore, lo fa emozionare e lo mette in condizione di rielaborare rifacendo di nuovo sua una storia immonda data per scontata.”
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CHAT – Dietro le quinte de “Il sognatoio” con Ludovico Peroni

Una nuova rubrica. Fatta a minimo due voci: una chat. Che vuol gettare uno sguardo nel “dietro le quinte” di ogni esperienza artistica o intellettuale. A cura di Filippo Davoli.
Si comincia con Ludovico Peroni e la sua opera sperimentale “Il sognatoio”, il cui cd è stato appena pubblicato.


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Corriere Adriatico, 20 Ottobre 2020

Jazzit.it, Ludovico Peroni, “Macinello”, Inside the Score

“Macinello” nasce durante un mio momento di studio intenso sulla composizione e, in particolare, di studio dell’analisi musicale. Attenzione, metto subito le mani avanti: questo brano non vuole aver niente a che fare con l’analisi Schenkeriana o altri sistemi! È solo il risultato musicale di una mia personale ipersensibilizzazione nei confronti della condotta delle voci, del loro movimento interno, dell’approccio e della risoluzione di alcune dissonanze e di una certa  visione geometrica della disposizione delle note nella creazione di un tema.

Dall’altro lato è anche la voglia di costruire qualcosa di semplice, piccolo – magari prezioso – che possa essere cantabile e, per quel che possa significare, bello. Un approccio alla composizione che possa essere complesso, ma non complicato: un po’ come mi sembra la vita.
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“Ascolterò questo disco per incontrarli ancora una volta, nei miei sogni.”

“Per me lo studio della Shoah è tutta la mia vita. È una maledizione che ogni giorno mi butta all’inferno e ritorno, che mi turba e mi distrugge dentro. È il mio Olocausto, un sacrificio volontario che faccio in memoria di chi non ha potuto sottrarsi a quel terribile destino. È una fiamma di odio che mi brucia dentro…e non perdono nessuno per ciò che ha perpetrato a danno di persone inermi…ebrei e no!
Quando sento musica ebraica ho l’illusione di incontrare chi ho perso e che mai ho conosciuto … penso a bambini felici che giocano in un prato sotto lo sguardo vigile e accondiscendente dei loro genitori, seduti e abbracciati, come se nulla possa mai disturbare quell’attimo di felicità. E immagino anche che la Shoah non sia mai avvenuta perché Hitler non è mai nato, ma purtroppo è tutto vero e molto difficile da digerire. Mi resta solo la musica. Ascolterò questo disco per incontrarli ancora una volta, nei miei sogni.”

Vito Carlo Mancino

“Il Sognatoio” nella Shoah diventa musica e parole

“Un viaggio immersivo per l’ascoltatore in una musica che vuol prenderlo per mano e guidarlo emozionalmente, senza respingerlo intellettualmente.”
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Cronache Maceratesi

“Una metafora di rinascita”

“Un lavoro intenso, un viaggio che inizia con brano dal titolo Fine e come ultimo Inizio.
In questo percepisco una metafora di rinascita, di sempre nuovi inizi.
Grazie per questo viaggio, per questi sogni lucidi e visionari allo stesso tempo, torbidi e luminosi, ma meravigliosi!”

Maria Teresa Virgili