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“Ascolterò questo disco per incontrarli ancora una volta, nei miei sogni.”

“Per me lo studio della Shoah è tutta la mia vita. È una maledizione che ogni giorno mi butta all’inferno e ritorno, che mi turba e mi distrugge dentro. È il mio Olocausto, un sacrificio volontario che faccio in memoria di chi non ha potuto sottrarsi a quel terribile destino. È una fiamma di odio che mi brucia dentro…e non perdono nessuno per ciò che ha perpetrato a danno di persone inermi…ebrei e no!
Quando sento musica ebraica ho l’illusione di incontrare chi ho perso e che mai ho conosciuto … penso a bambini felici che giocano in un prato sotto lo sguardo vigile e accondiscendente dei loro genitori, seduti e abbracciati, come se nulla possa mai disturbare quell’attimo di felicità. E immagino anche che la Shoah non sia mai avvenuta perché Hitler non è mai nato, ma purtroppo è tutto vero e molto difficile da digerire. Mi resta solo la musica. Ascolterò questo disco per incontrarli ancora una volta, nei miei sogni.”

Vito Carlo Mancino

“Seppur non nelle mie corde”

“Molto particolare, interessante, seppur non propriamente nelle mie corde, ma emerge, prepotentemente, un elogiabile spirito di ricerca mirato all’innovazione.”

Stefano Dentice

“Una metafora di rinascita”

“Un lavoro intenso, un viaggio che inizia con brano dal titolo Fine e come ultimo Inizio.
In questo percepisco una metafora di rinascita, di sempre nuovi inizi.
Grazie per questo viaggio, per questi sogni lucidi e visionari allo stesso tempo, torbidi e luminosi, ma meravigliosi!”

Maria Teresa Virgili